Come riprodurre manifesti e vivere contenti. Fotografare manifesti è molto facile, più complicato è muoverli.
Abbiamo deciso di digitalizzare i manifesti usando una fotocamera reflex digitale e non uno scanner per due motivi. Lo scanner, se non è recente, è molto più lento di una fotocamera. Occorre uno scanner almeno A3 non facile da trovare. E comunque per manifesti 50×70 occorre un doppio passaggio e un software che ricomponga l’immagine automaticamente. Farlo manualmente è improponibile.
Per fotografare con rapidità occorre mettere a punto un “set” che comprende un tavolo, un aggeggio che sostenga la fotocamera e due fonti di luce identiche.
Ottimale per fotografare manifesti è lavorare con la macchina sospesa verticalmente sopra il manifesto ( zenitale ), secondo lo schema che vedete qui sotto. Approccio valido in tutti gli archivi di tutto il mondo dove si lavora alla riproduzione fotografica di fogli stampati . Vale anche per i libri.
I raggi luminosi della lampada di destra illuminano il lato sinistro del manifesto. E viceversa. In tal modo si evitano riflessi importuni che possono verificarsi se si usa un vetro per appiattire i manifesti stessi.
Per lavorare agevolmente con oggetti piatti, molli, fragili e selvaggi come i manifesti consigliamo l’uso di un tavolo adeguato alla misura del manifesto più grande. Tavoli più grandi vi intralciano nel lavoro. Tavoli o ripiani troppo bassi mettono a repentaglio la tenuta dei muscoli lombari.
Se il tavolo vi arriva circa a metà delle cosce, la fotocamera sta almeno ad un metro e mezzo più in alto, sopra la vostra testa. Macchinoso da controllare manualmente. Occorre perciò controllare da remoto la fotocamera con un computer che abbia software adeguato e una porta USB. Le reflex digitali degli ultimi dieci anni hanno questa possibilità. In ambiente Linux si usa Capture. Consigliato l’uso di uno zoom ottico anche mediocre.
Anche i corpi illuminanti devono stare più o meno all’altezza della fotocamera . Per cui devono avere un sistema per essere agganciati ad uno stativo o pinze per attaccarli in ogni dove. Auspicabile che abbiano una lente Fresnel e alette mobili.
Muovere e sistemare i manifesti per essere fotografati richiede pazienza e organizzazione dello spazio attorno.
I manifesti van tenuti adeguatamente piatti sul tavolo usando una lastra di vetro. Abbiamo riciclato il vetro di una finestra recuperata in una discarica. Muovere una lastra di vetro per appoggiarla su un manifesto richiede che la si faccia ruotare sul lato più lungo e si proteggano i bordi per non tagliarsi. Per alzarla, infilare il manifesto, tenerlo appiattito meglio essere in due.
Il piano del tavolo deve essere ricoperto da carta bianca meglio se quadretta per poter facilmente centrare il manifesto rispetto all’asse ottico della fotocamera .
Se i manifesti contengono ampie zone nere fare attenzione ai riflessi che arrivano da oggetti ,sopratutto metallici, illuminati per errore dalle lampade. Si consiglia pertanto di adottare un “soffitto” in tela nera da sistemare sopra la fotocamera come si vede nello schema precedente.
Questo lavoro, spesso condotto improvvisando in spazi non adatti allo scopo, è stato facilitato dall’aiuto tecnico e pratico di Caterina e gli altri amici e sodali di Moovie di Corso San Gottardo 41.
Ringraziamo inoltre Emanuele e Gabriela che sono arrivati aiutandoci a sollevare vetri, impilare con cura manifesti, dando importanti suggerimenti per il “dopo”.
Collettivo l’M+l’M

